AIC, Calcagno: “Vogliamo riprendere, ma non a tutti i costi. Confermata la quarantena di squadra”

AIC, Calcagno: “Vogliamo riprendere, ma non a tutti i costi. Confermata la quarantena di squadra”

di Francesco Melluccio
Calcagno

Umberto Calcagno, VicePresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della possibile ripresa della Serie A e degli allenamenti collettivi. Calcagno ha confermato la quarantena di squadra anche in caso di un solo positivo, tema molto discusso dopo la pubblicazione del protocollo da parte del Governo. Il VicePresidente dell’AIC chiarisce la volontà dei calciatori, ovvero quella di tornare a giocare, ma non a tutti i costi. Sempre con le dovute attenzioni e senza rischi.

LE PAROLE DI UMBERTO CALCAGNO

Calcagno
 

“Nella stesura degli ultimi protocolli il Governo non ci ha coinvolti, ma molte osservazioni da noi rivolte poi alla fine sono stati accolte. C’è unità d’intenti. Speriamo di risolvere la questione dei ritiri collettivi. Ovvio che in caso di positività di un calciatore durante le competizioni, con il ritiro, la squadra coinvolta non potrebbe continuare a partecipare al torneo“.

SULLA POSSIBILE RIPRESA DELLA SERIE A

Ci siamo abituati a non innamorarci delle date. Dobbiamo iniziare a ragionare anche sui protocolli successivi: con quali protocolli l’eventuale ripresa verrà regolata? Le squadre affronteranno, alla ripresa, le trasferte. Pullman, aeroporti: dobbiamo iniziare a pensare ai passaggi successivi fin da adesso per non correre il rischio di renderci conto che a livello organizzativo certe situazioni non sono percorribili. Dobbiamo, in buona sostanza, ragionare adesso per evitare intoppi futuri.

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C’è anche la questione infortuni, il rischio di incorrere in questi aumenta. Il periodo di sosta è stato lungo, è una problematica che dovremo affrontare. Ci sono calciatori più preoccupati e altri meno sulla questione infortuni, ma è una criticità che va affrontata”.

GIUSTO SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO?

“Loro hanno un’impostazione differente come sistema Paese durante questa pandemia. E’ una situazione che esula dal mondo dello sport, ma come sistema sportivo dobbiamo capire se gli sport di squadra possano o meno convivere col virus. La mia paura è che il virus arrivi anche all’autunno, quindi non dobbiamo fossilizzarci solo sul periodo attuale“.

LA VOLONTA’ DEI CALCIATORI

I calciatori vogliono giocare, bisognerebbe evitare però le strumentalizzazioni. Vogliamo tornare alla normalità. Però non a tutti i costi. Poi ognuno ha la sua personale percezione del pericolo, noi invece abbiamo la responsabilità delle decisioni”.

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