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rassegna

Imperatore su Insigne: “Non è un caso se Mancini lo ha rilevato prima dei rigori”

(Getty Images)

Imperatore su Insigne

Giovanni Ibello

Nella sua consueta analisi per Il Fatto Quotidiano, il collega Vincenzo Imperatore, prova ad analizzare il perché dei reiterati errori di Lorenzo Insigne dagli 11 metri. Ecco un estratto (qui l'articolo completo) ripreso da CalcioNapoli1926.it:

"Il dato è inconfutabile: Insigne sbaglia troppi rigori. 3 errori su 5 (60%) questo anno e 9 su 41 complessivi (22%) anche in momenti decisivi. E non solo nel Napoli: sarà un caso che Mancini, nella semifinale e finale degli ultimi Europei di calcio, non lo ha lasciato in campo per i rigori?

La soluzione ai problemi di Insigne potrebbe trovarsi nelle parole del dottor Geir Jordet, ex calciatore di seconda divisione norvegese, studioso di psicologia dello sport alla Scuola norvegese di Scienze Sportive, astro nascente della psicologia sportiva fondata sui dati. A tal proposito Jordet ha suddiviso le fasi che precedono il tiro dal dischetto e quelle che susseguono ad un errore:

Imperatore sui problemi di Insigne dal dischetto

 

– La consapevolezza di essere il rigorista: i giocatori si sentono più a loro agio se gli viene comunicato (anche pubblicamente) di essere il rigorista perché non amano le sorprese, né che i compagni si tirino indietro o avanzino proposte di tiro all’ultimo momento. Ottimo, quindi, l’intervento di Spalletti che, a fine partita, da saggio gestore delle risorse umane, ha ribadito che “il prossimo rigore lo tirerà Insigne, poi Lorenzo e poi il capitano”.

– Il tragitto verso il dischetto: la solitudine dell’avvicinamento al dischetto richiede meccanismi mentali di compensazione. Ad esempio, è noto che che lo stress diminuisce se si stinge qualcosa in mano ed Insigne ha sempre l’abitudine di andare subito a recuperare il pallone e giocherellarci un po’, facendolo roteare tra le mani. Insigne, di solito, si fa “comandare” dall’arbitro sui tempi di gestione del pallone tra le mani e quindi aumenta, secondo quanto sostenuto da Jordet, l’accumulo dello stress.

– Il momento prima del tiro: quale è il modo migliore di rapportarsi al portiere con il linguaggio del corpo? Gli studi al riguardo hanno dimostrato che sono maggiori gli errori di chi offre le spalle al portiere, senza guardarlo negli occhi, perché denota una classica strategia evasiva cosi come maggiori sono le percentuali di realizzazione dei rigoristi che si prendono tutto il tempo necessario dopo il fischio dell’arbitro perché si evita di cadere nell’errore che fanno la maggior parte di quelli che sbagliano: disattenzione e avventatezza.