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Riva testimonial del vaccino: “Ho fatto la terza dose. I no vax? Non li capisco…”

CENTURION, SOUTH AFRICA - JUNE 16:  Luigi Riva Team Manager of Italy during a Italy training session for the 2010 FIFA World Cup on June 16, 2010 in Centurion, South Africa.  (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Le parole della leggenda del Cagliari e della Nazionale

Giovanni Montuori

Gigi Riva, ex calciatore, leggenda del Cagliari e della Nazionale, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato dell'incubo Covid e del vaccino.

Gigi Riva testimonial del vaccino: “Ho fatto la terza dose. I no vax? Non li capisco…”

 (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Le parole di Gigi Riva:

"Pochi giorni fa era il mio compleanno e i miei parenti sono stati eccezionali. Sono venuti e hanno fatto tutto loro, io non mi sono mosso dalla sdraio. C’erano le mie nipotine, c’era anche Gianna, la madre di Nicola e Mauro. E altri miei amici, una grande torta. Sai, quelle cose che fanno piacere. La sera quando sono andato a dormire ho fatto fatica a prendere sonno, tanta era l’emozione. Il regalo più grande è stato averli lì con me".

E come avete fatto per il Covid?

"Eravamo tutti vaccinati, a partire dai miei figli. E poi io ho fatto anche la terza dose, tre settimane fa".

All’ospedale Roberto Binaghi di Cagliari. Una testimonianza importante.

"Io questo non lo so. So che mi hanno chiamato per la terza dose e sono andato. E sì, mi hanno riconosciuto e mi hanno detto che ho fatto bene".

Sui social c’è stato tanto affetto nei suoi confronti. Ma non sono mancate le critiche dei soliti no vax.

"Io faccio quello che voglio, non dipendo sicuramente da loro: non mi fanno né caldo né freddo. Non ho nessun problema con loro, ma quando vedo le proteste in televisione cambio canale: non si può manifestare creando il caos, picchiandosi. Non voglio neanche commentare chi si comporta così, dopo un anno e mezzo di crisi mondiale dovuta alla pandemia, dopo così tanti morti".

A lei è successo di perdere una persona cara per il coronavirus?

"No, per fortuna i miei familiari e i miei amici stanno bene. Però la mia governante, Zoia, che è ucraina e vive con me, ha preso il Covid ed è stata all’ospedale una ventina di giorni. Qui a casa è tornata dopo un mese. Ora sta bene".

Non ha temuto di essersi contagiato?

"No, per me nessun problema. Zoia, comunque, ha la sua stanza, e poi si è accorta subito di star male".

Ha ricominciato a uscire?

"Poco. La mia ginnastica la faccio andando sul balcone: è bello lungo, di cinquanta metri, e io vado avanti e indietro. Magari esco per andare a cena dai miei figli, ogni tanto. Ma le camminate di un tempo non le faccio più".

Dove vorrebbe tornare?

"Mah, un salto al Poetto lo farei volentieri. Appena mi torna la voglia ci vado".