Corbo: “Magari davanti ai giudici potesse presentarsi Gattuso”

di Maria Ferriero, @m_ferriero
Gattuso Corbo

Consueto editoriale per il giornalista Antonio Corbo affidato alle pagine de La Repubblica. Il giornalista, nell’edizione odierna, si è soffermato sulle parole pronunciate dal tecnico Gattuso in merito alla sfida mancata contro la Juventus:

“Caso Juventus? Io ho rosicato, sono il più arrabbiato di tutti. La Juventus è un cantiere aperto ed ho la sensazione che potevo andarmela a giocare. Sono arrabbiato con chi non ci ha fatti partire. Noi stavamo per partire, noi volevamo giocare. Quando ho parlato con la società siamo rimasti che dovevamo giocare la partita”.

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Le parole di Corbo

Gattuso Corbo
(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

“Il Napoli da ieri corre per annullare il ritardo di una pena opaca. Non si illude di sistemarla in appello, almeno in sede di giustizia federale, perché deve volare controvento. C’è una atmosfera di diffusa ostilità: hanno tutti interesse a proteggere lo sfilacciato protocollo della Lega pur di giocare ed evitare il tracollo finanziario; poi a nessuno torna comodo che riprenda quota il Napoli. Tutto il cumulo di contrattempi, sventura e disappunto tradursi in una opportunità: raccoglie la squadra intorno al suo allenatore per respingere i divertiti sospetti di un calcio piccolo piccolo.

Il Napoli voleva giocare a Torino, urla Gattuso dopo la vittoria che lo rende credibile, e si capisce quanto abbia sofferto nel tacere finora. Magari davanti ai giudici di appello potesse presentarsi lui, con la sua sanguigna, spontanea, convincente ricostruzione del primo week-end di ottobre, piuttosto che un avvocato di fiducia del presidente”.

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