Ancelotti contro Klopp: duello infinito. Tra due scorre buon sangue

Ancelotti contro Klopp: duello infinito. Tra due scorre buon sangue

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
Ancelotti Klopp

Sette volte contro in appena 17 mesi, Ancelotti contro Klopp è una storia infinita. I sei precedenti parlano di tre vittorie dell’ex tecnico del Napoli (tutte sulla panchina azzurra, due in Champions al San Paolo e una in amichevole 3-0 ad Edimburgo), un pareggio e due sconfitte (in Champions e in amichevole 5-0 a Dublino) in casa del Liverpool. Come riportato dall’edizione odierna de Il Mattino, la settima volta degli amici-nemici sarà oggi, sempre in Inghilterra ma in FA Cup perché la Premier riposa dopo il tour de force di fine anno.

Klopp sdrammatizza con Ancelotti

 

Roba da stropicciarsi gli occhi: i due mettono insieme un bel po’ di trofei vinti. Lontani eppure così vicini. Come ha spiegato il tedesco: «Non ci siamo frequentati molto se non da avversari o in qualche raduno per allenatori, eppure ci sentiamo stranamente vicini, quasi amici. È una delle persone più intelligenti che abbia conosciuto nel mondo del calcio». Klopp, si sa, è un giocherellone, un tipo particolare che vive e sdrammatizza le partite a modo suo. Da buon padrone di casa (il derby di Liverpool si gioca nella tana dei Reds) ha cercato di mettere a proprio agio il rivale. «Non so se ha preso casa o vive ancora in albergo però vicino la mia c’è una villetta libera, sarebbe divertente se diventassimo vicini»: in effetti, calcisticamente lo sono già, dato che Goodison Park, la casa dell’Everton, dista appena due chilometri da Anfield.

Buon sangue

 

L’allenatore dei campioni d’Europa e del mondo è un discreto intenditore di vini. Gli piacciono da morire quelli italiani. Roba per palati fini che Ancelotti conosce benissimo: a Napoli dopo la sfida di Champions di un anno fa, regalò un rosso pregiato a Klopp. «L’ho conservato per qualche occasione speciale e l’altro giorno riflettevo proprio su questa cosa: adesso che viviamo nella stessa città, potrei invitare Carlo a casa mia per una cena. Ma con la rivalità che esiste in città tra le nostre squadre, rischierei di far scoppiare un caso, con i social basta una foto per sollevare il polverone e non voglio metterlo in difficoltà».

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