Leonardo Campana, il talento milionario che abita in uno stadio

L'approfondimento su Leonardo Campana, il talentoso attaccante ecuadoriano seguito dal Napoli

 
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GIOVEDÌ 15 AGOSTO 2019 ORE 10:30

Nei villaggi dimenticati e sui campi polverosi di solito nascono le più belle storie di calcio, che s'incrociano con la rivincita che il talento prende sulla fortuna. Lì si scoprono e vedono scorrazzare campioni, e infinita è la lista dei calciatori con una vita complicata e spesso povera alle spalle, al punto che un ragazzo di buona famiglia ha spesso vergogna di entrare in quello che può apparire un circolo chiuso. Anche questo un ricco vuole tenere per sé?

Sente di rubare ancora una volta seppure innocentemente a una categoria che dovrebbe appartenere a quelli che ce l'hanno fatta dopo immani sacrifici.

Eppure se è vero che il calcio è bugia, altrettanto vero è che resta democratico.

Leonardo Campana, ecuadoriano di Guayaquil, non solo ha sempre avuto a disposizione una casa meravigliosa, dato che suo padre è un importante uomo politico ed ex tennista mentre sua madre è una delle imprenditrici più note e potenti del continente, ma addirittura si è spinto oltre: ha uno stadio. Quello del Barcelona SC, infatti, è intitolato a suo nonno, Isidro Romero Carbo, ex amato presidente del club e noto politico anche lui. Per intenderci, non si tratta di un campo da oratorio o poco più, bensì del secondo impianto per capienza (57.267 posti a sedere, ndr) di tutto il Sud America, secondo solo al Maracanã di Rio de Janeiro.


Una vita agiata, senz'altro ma un posto in squadra meritato per reti e sudore. Quello che ha dovuto versare in dosi extra, ogni volta, per scrollarsi dalle spalle un cognome che metteva in dubbio i meriti della sua titolarità.

Dalle giovanili fino alla prima squadra, Campana ha segnato sempre: la sua media è di un gol a partita. Precisa, matematica, semplice. Proprio la sua puntualità con l'Under18 (20 gol in 19 partite) hanno convito Guillermo Almada, tecnico della prima squadra, a convocarlo e farlo debuttare lo scorso marzo. Fiducia ricambiata e confermata dall'incredibile successo che Campana ha guadagnato anche con la Nazionale.

Il centravanti classe 2000 si è laureato campione del Sudamericano Under20 con la Tri, disputatosi a inizio anno in Cile e con 6 gol e 1 assist in 9 match è stato il capocannoniere della competizione, nonostante la concorrenza fosse folta e ben più rinomata.

Le ottime prestazioni le ha ribadite a distanza di poco, partecipando al Mondiale di categoria in Polonia.

L'Ecuador si è difeso con orgoglio, piazzandosi al terzo posto suo podio. Quel bronzo doveva essere un sogno per tutti, ma per Campana di più. Non era previsto, infatti, che Leonardo volasse in Europa con i compagni: per il Ct Jorge Célico il giovane benestante era non la seconda, bensì la terza scelta. Poi il destino ci ha messo il suo: il titolarissimo Stiven Plaza è passato al Valladolid, che ha chiesto alla Federazione di non coinvolgerlo nelle competizioni internazionali al fine di concedergli il tempo necessario per ambientarsi nella sua nuova squadra. Il secondo nome in lista era quello del figlio d'arte Djorkaeff Reasco, tuttavia il giovane attaccante è stato costretto a fermarsi per infortunio. Insomma, Campana è stato quasi una costrizione, salvo poi confermarsi una rivelazione indiscutibile per il panorama locale e internazionale. Anche in situazioni più ambiziose ha saputo difendere e trascinare la squadra, divenendo una certezza e rendendo inevitabile al commissario tecnico l'elogio in pubblico.

Leonardo Campana è molto giovane (19 anni, ndr) e ciò potrebbe essere l'unico punto di discussione rispetto all'utilità del suo arrivo al Napoli. Per il resto, è un calciatore che ha tutte le carte in regola per dimostrare anche in Europa l'indiscutibile valore delle sue doti. Alto 1, 87 m è capacissimo nel gioco aereo e molto rapido. Dotato di grande senso della posizione, in area di rigore è abile a liberarsi delle marcature avversarie e si rivela anche un assist man affidabile, al punto che il suo gioco può essere definito in ogni modo ma mai egoistico.

I riflettori del sudamericani sono puntati da tempo sul suo talento, ma quella rete al Venezuela non può non aver fatto innamorare anche l'Europa... (in allegato il video)

di Sabrina Uccello

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