Buffon: "Impossibile paragonare Conte alla Juve con Sarri al Napoli"

Il portiere Gianluigi Buffon ha parlato del possibile approdo di Sarri alla Juventus

 
Buffon

DOMENICA 16 GIUGNO 2019 ORE 11:18

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni del Corriere dello Sport, l'ex portiere dei bianconeri, Gianluigi Buffon, ha parlato della questione toto-allenatore in casa della Juventus:

"Leggere in due o tre occasioni che qualche tifoso juventino aveva chiesto di togliere la stella di Conte dopo il suo passaggio all'Inter. Mi sento dentro il mondo Juve, conosco bene i dirigenti, i giocatori, i tifosi e so cosa ha dato e ha rappresentato Antonio. Per la Juve si è speso fino all'ultima goccia di sudore, mettendo tutto se stesso, da giocatore non si è mai risparmiato per il bene della squadra. Da allenatore se l'è caricata sulle spalle e l'ha trascinata al successo con una lucidità totale e senza soluzione di continuità. Tre stagioni piene e nessun calo di attenzione e tensione. Ho un rapporto di grande stima e confidenza con Antonio, quando ci incontriamo respiriamo immediatamente fiducia, intimità, rispetto reciproco. E lui è un uomo tendenzialmente diffidente. Le scelte professionali, anche se spiazzanti, non possono sporcare un passato intenso come il suo. Lui non ha mai tradito, non è il tipo che bacia la maglia, aderisce pubblicamente al progetto e poi alimenta i conflitti nello spogliatoio o in società. Considero il suo ritorno importante per tutto il sistema, così come quelli di Maldini, Boban, Sarri".


Dimentichi Ancelotti.

"Ma è dell'anno scorso. Carlo ha una statura internazionale unica, è il pluridecorato, ha alzato il livello del Napoli sul piano dell'appeal, della caratura. Ne ha tratto benefici in primo luogo il club".

Anche Sarri, come Conte, ha fatto una scelta sgradita ai suoi ex tifosi.

"Vogliamo paragonare i quindici anni di Conte alla Juve con i tre di Sarri al Napoli?".

Sarri è il punto di rottura col passato?

"Ho toccato con mano la competenza del presidente, di Fabio e Pavel. Chi segue sempre gli stessi percorsi raggiunge sempre gli stessi traguardi e la Juve che cerca la Champions ha voluto tentare la strada della discontinuità, partendo dal presupposto che la squadra è difficilmente migliorabile. Sarri non è rivoluzione, nè scommessa. E' un percorso inedito, un'altra storia".