L'AVVERSARIO - L'Inter al "San Paolo": partita vera o match di fine stagione?

Il focus sul prossimo avversario del Napoli, quell'Inter che ad inizio stagione doveva contendere lo scudetto alla Juve. E invece...

 
Inter

DOMENICA 19 MAGGIO 2019 ORE 12:19

Napoli-Inter non sarà mai una partita come le altre. Basta ricordare quanto successo nella gara d'andata, giocata nell'insolito "Boxing Day", il 26 dicembre, ma che di natalizio non aveva proprio nulla, tra quanto successo fuori lo stadio (dove ci è scappato, purtroppo, anche il morto) e quanto in campo, con i cori razzisti a Koulibaly, poi espulso da Mazzoleni, al pari di Insigne, prima della beffa finale firmata Lautaro Martinez. L'ultimo precedente grida vendetta, ma ci sono anche altri motivi per fare di questa sfida un match di cartello. Dalla zona Champions League da mettere in cassaforte matematicamente per l'Inter, attualmente terza ma a -1 dall'Atalanta e con Milan e Roma a -4. Un risultato negativo al "San Paolo" rimetterebbe tutto in discussione, con l'ultima giornata che vedrà l'Empoli, alla disperata ricerca di punti salvezza a "San Siro". Fondamentalmente bastano due punti per tagliare il traguardo, ma è sempre bene farli prima possibile. In più c'è la voglia di tornare a sbancare uno stadio, dove l'Inter in campionato non vince addirittura dal 1997, un tabù vero e proprio per i nerazzurri. Infine parliamo sempre di Napoli-Inter, tra i big match più attesi della serie A. L'anno scorso finì 0-0 con le due squadre a contendersi la testa della classifica, in uno scontro al vertice. Ma l'Inter, come spesso gli accade negli ultimi anni, si dimostrò una meteora, con l'ingresso in Champions agguantato solo all'ultima giornata. In questa stagione la musica non è cambiata, con proclami ambiziosi, con la parola scudetto di tanto in tanto citata, e un girone d'andata che faceva presagire a qualcosa in più dell'obiettivo minimo di finire tra le prime tre/quattro. Invece questo, soprattutto dopo l'uscita dalle coppe europee e dalla Coppa Italia, è rimasto l'unico vero obiettivo, che seppur minimo, deve essere conquistato in un modo o nell'altro. C'è da dire che i nerazzurri sono sempre stati tra le prime tre, tranne per una settimana a ridosso del derby, prima di riconquistare la piazza d'onore proprio nella stracittadina contro il Milan, battuto sia all'andata (1-0) che al ritorno (2-3). La curiosità è che il percorso in Champions di Napoli e Inter si è concluso sfortunatamente a beneficio di Liverpool e Tottenham, guarda caso le due finaliste. La stagione balbettante dell'Inter, in crisi acuta nei mesi invernali, con l'esplosione del caso-Icardi, ha portato la società meneghina a riflettere sul futuro della panchina nerazzurra attualmente affidata a Spalletti ma dove probabilmente arriverà Conte tra qualche settimana.


LA PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Candreva, Nainggolan, Perisic; Icardi

UOMO CHIAVE: Perisic

Spalletti ha cambiato modulo nel corso della stagione, variando soprattutto dal 4-3-3 al 4-2-3-1, ma è quest'ultimo ad essere stato più impiegato, grazie alla posizione tra le linee di Nainggolan, comprato per fare la differenza, ma non sempre al massimo fisicamente. Davanti, è ballottaggio tra Icardi e Lautaro Martinez, dopo quanto successo con l'ormai ex capitano, probabilmente ai titoli di coda con la casacca nerazzurra, su cui c'è proprio il Napoli. La difesa è difficile da superare, guidata dalla saracinesca Handanovic, il nuovo capitano, e dal duo di tutto rispetto Skriniar-De Vrij. Quest'ultimo però non è al meglio, al pari di Politano, ecco probabilmente al loro posto Miranda e Candreva. L'uomo più pericoloso resta Perisic, seppur non alla sua miglior stagione. Rosa da primissimi posti, ma il campo non sempre ha detto questo. Per vincere non sempre servono i nomi, ma anche le idee e il gruppo, dove l'Inter ormai da anni, dal dopo-Triplete, sembra carente. Che sia Conte l'arma decisiva per il definitivo salto di qualità (già comunque avvenuto con Spalletti con le qualificazioni in Champions)?

Tony Sarnataro

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