Milik e Piatek, mai stati così nemici-amici: il rossoblù rompe le uova nel paniere, non solo in Polonia

Milik-Piatek mai stati così nemici-amici: il rossoblù rompe le uova nel paniere, non solo in Polonia. Un rapporto molto particolare tra i due

 
Milik

Milik e Piatek, così simili ma anche così diversi. Il rossoblù però sembra esser finito nel mirino di mercato del Napoli, De Laurentiis ma come un po' tutta la Serie A è impazzita per il giocatore al punto tale di chiamare Preziosi ed avanzare un'offerta di ben 30 milioni più bonus per giugno. Ma è stato un sontuoso due di picche da parte della società del Grifone che in questo momento sta dando i numeretti come al supermercato per chi vuole il giovane polacco classe '95.

Sembrerebbe tutto normale se solo il club partenopeo non vantasse già un polacco centravanti pronto a fare la differenza nel Napoli. Il numero 9 del Genoa sembra proprio che sia pronto a rompere le uova nel paniere di Arek. Secondo il dizionario è questa la spiegazione del modo di dire: "rovinare in modo imprevisto un'iniziativa altrui con il proprio intervento; rovinare i progetti di qualcuno impedendogli di raggiungere i suoi scopi; portare scompiglio in un sistema, una programmazione, un piano già predisposto introducendovi elementi o comportamenti imprevisti".


AMICI - In apparenza i due non avrebbero nulla da risultare nemici in quanto entrambi giocano per la stessa Nazionale di calcio e concorrono un interesse comune. Mentre in Campionato entrambi giocano in Serie A ma su due binari diversi ed in due club diversi che non competono tra di loro. Ognuno per la propria strada ad inseguire gli obiettivi molto diversi che rispecchiano quelli delle due società che, per ovvie ragioni, hanno pretese differenti.

NEMICI - Ma non è tutto oro ciò che luccica, qualcosa sembra esserci incrinato sopratutto in seguito alle voci, poi confermate dai giornali, dell'interessamento del patron. In Serie A inoltre per adesso la decide soltanto uno, che conoscono tutti e sta facendo impazzire tutte le tifoserie per il suo boom. Krzysztof è infatti a quota 9 gol e comanda tutto il Campionato italiano (segue poi Lorenzo Insigne con 6 reti, ma lo scarto è netto), mentre l'azzurro si difende a "malapena" con 3 gol. Come se non bastasse anche in Nazionale il rossoblù ha preso la scena anche qui, prendendo il posto di Arkadiusz e trovando anche il gol (che però non è bastato alla Polonia per battere il Portogallo), quando la competizione è già acerrima lì davanti con un certo Lewandowski che risulta imprescindibile.

SIMILITUDINI - Il caso vuole poi che i due si assomiglino molto, a tratti troppo. Sia fisicamente che non: l'azzurro conta 1,85m per 78kg mentre l'altro 1,83m per 77kg. Il primo è del 1994 ed il secondo del 1995. Anche le maglie mettono un po' di inquietudine in merito alle troppe coincidenze: maglia azzurra con su scritto 99 e l'altra con su scritto 9.

MILIK - Ma il giocatore non ha alcuna intenzione di far passare l'interesse sul polacco "sbagliato", l'unico in squadra deve essere lui (insieme al "vero amico" Zielinski). Arek vuole soltanto macinare e macinare ancora, più di quanto non abbia già fatto e poter dire: "Aurelio, c'è già un polacco che macina gol, sono io".

di Claudia Vivenzio

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