Psg, servono 60 milioni entro il 30 giugno: da Di Maria a Pastore, chi parte

 
Pastore

Anche il Paris Saint-Germain deve rispettare il Fair Play Finanziario, anche il Paris Saint-Germain deve vendere. Il club francese con proprietà qatariota negli ultimi anni sembrava invincibile, ha fatto la grossa sul mercato in entrata strappando campioni (e non) alla concorrenza a suon di milioni, ora è costretto a lavorare frettolosamente sul fronte cessioni, per non andare incontro alle sanzioni della Uefa. In soldoni deve incassare 60 milioni entro il 30 giugno, 150 entro la stessa data, ma del 2019, per evitare di finire nei guai. La Uefa è stata benevola, non ha escluso il Psg dalle coppe e non ne ha limitato il mercato, ma ha deciso di svalutare i contratti con partner commerciali del Qatar (Qatar National Bank, Ooredoo Tunisia, Bein Sport, Qatar Tourism Authority, Aspetar) per quanto riguarda i conti relativi ai fini del FPF. Una svalutazione che non ha permesso ai conti del PSG di essere in equilibrio e che obbliga dunque a lavorare, rapidamente, in uscita.


TANTI SUL MERCATO - Per lo sceicco basterebbe cedere Neymar al Real Madrid per mettere a posto i conti, ma non è nei suoi piani. Il Psg della prossima stagione sarà competitivo e ruoterà ancora intorno a ONey. Qualcuno sarà sacrificato, ma non il brasiliano. Hanno invece buone chance di partire Angel Di Maria, che piace in Spagna e soprattutto Javier Pastore, seguito da West Ham, Fenerbahçe e Napoli. Sulla lista dei partenti ci sono anche Areola (Trapp con l'arrivo di Tuchel ha superato il portiere francese) e un terzino tra Kurzawa, Berchiche e Meunier. In bilico Rabiot, attenzione infine al capitolo Verratti: come anticipato da Calciomercato.com il centrocampista di Pescara spinge per l'addio, Raiola lo ha offerto in Spagna e in Inghilterra, ma per ora lo sceicco non ci sente: è incedibile. Calciomercato.