Milan, pronta la rogatoria in Cina sui flussi di denaro di Yonghong Li

 

21:13 - GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2019

MILANO - E' sostanzialmente pronta la rogatoria in Cina per ricostruire i flussi del denaro versato per l'acquisto del Milan da parte di Yonghong Li l'uomo d'affari cinese ora indagato per false comunicazioni sociali dalla Procura di Milano. Da quanto si è appreso la richiesta di assistenza giudiziaria internazionale, scritta dal pm Paolo Storari è ora sul tavolo del Procuratore aggiunto Fabio De Pasquale per le ultime limature per poi essere trasmessa alle autorità cinesi. L'indagine coordinata da Storari e De Pasquale era nata in seguito al rapporto depositato l'anno scorso fa dalla Gdf che conteneva tre 'sos', ossia "segnalazioni di operazioni sospette". Da qui l'avvio degli accertamenti e l'ipotesi di falso in bilancio nei confronti dell'imprenditore cinese: lo scorso febbraio, secondo gli accertamenti, aveva assicurato con un comunicato ufficiale che la situazione relativa alle sua "risorse personali" era "completamente sana" nonostante la Jie Ande, 'cassaforte' indicata tra i suoi principali asset per rilevare il club calcistico da Fininvest un mese prima era stata dichiarata fallita dal Tribunale del popolo di Shenzhen. Di fronte a questa situazione inquirenti e investigatori, tramite le rogatorie cinesi, vogliono far luce sulla provenienza dei soldi sborsati per l'acquisto della squadra rossonera. Nel mirino ci sarebbero, tra l'altro, alcuni conti in in banche a Hong Kong e Macao.


Complessivamente l'uomo d'affari cinese ha versato circa 500 milioni di euro nella sua misteriosa avventura italiana. La gran parte a Fininvest (che aveva fissato il prezzo a 740 milioni), con una serie di caparre a singhiozzo, fino al closing, raggiunto in extremis mettendo il club come pegno a fronte del prestito ponte da 303 milioni ricevuto da Elliott. Il resto dei soldi, Li Yonghong lo ha iniettato nelle casse del Milan per gli aumenti di capitale. A soli 15 mesi dal closing Mr Li è andato però in default quando non è riuscito a completare l'ultimo aumento di capitale da 32 milioni né a restituire quella cifra a Elliott, che era subentrato in surroga. A quel punto il fondo statunitense ha avviato l'escussione del pegno, subentrando nel controllo del Milan, e il cinese è uscito di scena. Corriere dello Sport.