Everton, Ancelotti: “Ora il calcio non conta! Italia, basta con le ca***te, siamo come in guerra”

di Sabrina Uccello

Carlo Ancelotti, ex allenatore del Napoli e attualmente alla guida dell’Everton, è al momento l’unico allenatore italiano in Premier League. Dalla distanza sta vivendo il momento difficile dell’Italia a causa dell’emergenza coronavirus, ma anche la sua squadra è finita in quarantena.

Everton Ancelotti

A La Gazzetta dello Sport racconta: “Non siamo in isolamento, ma sono scattate le misure di prevenzione del caso di fronte alla situazione sanitaria di un calciatore. Il giocatore (André Gomes, ndr) ora sta meglio, la febbre è calata e questa è la cosa più importante. Chi può sapere che cosa accadrà. Noi, in teoria, dovremmo rimetterci al lavoro il 22 marzo, ma se la situazione generale dovesse peggiorare, come si può pensare alla ripresa del lavoro? Non conteranno le esigenze del calcio, ma la salute delle persone. Se ancora il Coronavirus sarà in piena esplosione, il calcio non potrà ripartire”.

Ancelotti sul calcio e l’Italia

“In queste ore per me – prosegue il tecnico – il calcio conta zero e mi dà quasi fastidio parlarne, di fronte alla tragedia alla quale stiamo assistendo. Ci troviamo a fare i conti con una pandemia, una situazione che nessuno di noi aveva mai vissuto fino ad oggi. Il bollettino dei morti dell’Italia è terribile. In un giorno sono scomparse altre duecentocinquanta persone. La priorità è concentrarsi su questa lotta, tutto il resto non conta.

L’Italia è stata costretta a capire che, in questo momento, basta con le cazzate e con le leggerezze. Bisogna rispettare le direttive e ascoltare chi ha la competenza per emanare delle regole. Ci sono ordini ben precisi e vanno eseguiti. Bisogna rispettare se stessi, gli altri e le persone che sono al fronte in questa guerra. Provo profondo rispetto e ammirazione per medici, infermieri, volontari.”

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