Napoli, De Laurentiis-Sarri: divergenze che passeranno

INVIATO A MADRID - Alla prossima: perché domani è sempre un altro giorno in cui verrà la voglia di non mandarsele a dire, di restare fedeli a se stessi e a quel karma che fa di Aurelio De Laurentiis e di Maurizio Sarri due uomini così distanti e poi, «terribilmente», chissà se anche indiscutibilmente e pure irrimediabilmente, tanto vicini. Il bello della dialettica, su quest’asse che sembra stia sempre sul punto di vacillare prima d’essere inchiodato al buon senso da una affinità elettiva che riemerge, ricompare nelle tenebre di Madrid, prende e forma e sostanza attraverso i social che diventano eco di massa, poi viene candidamente appallottolata nel cestino dallo stupore di De Laurentiis che dinnanzi alle fattezze del clamore ridimensiona la portata delle proprie frasi, riducendole ad ovvietà, prima di decollare verso Los Angeles: «Ma cosa ho detto di così clamoroso?».

Il bar sport del calcio del Terzo Millennio ha vetrine universali ed amplificatori d’assordante potenza che De Laurentiis intende ignorare, scostandoli più in là della propria visione «mediatica», nella quale è privilegiato il contatto «diretto», l’analisi frontale ma anche la causa per scatenare un effetto a presa rapida: e poi, fino a prova contraria, amici come prima. Corriere dello Sport.

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